La Supply Chain del futuro, il caso cinese

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Benvenuti a questa nuova puntata di IoT news, oggi parleremo della nuova supply chain cinese e della rivoluzione che porterà a livello globale post emergenza sanitaria.

La Cina, prima nazione ad essere colpita dal virus Covid-19, aveva deciso da tempo di investire nelle tecnologie all’avanguardia per abbattere il costo della produzione che, da alcuni anni, non era più concorrenziale rispetto a quello di paesi come Vietnam e Cambogia i quali potevano vantare un costo del lavoro più basso. 

Infatti, ben prima dell’inizio della pandemia, società come Alibaba Group avevano iniziato ad utilizzare analisi dei dati, animazioni 3D, IoT e realtà aumentata per rendere più stimolante l’esperienza dei clienti, riuscendo a modificare più velocemente e in modo più conveniente la propria offerta commerciale.

Il vecchio sistema di distribuzione, noto per i suoi lunghi tempi e alti costi, è stato immediatamente messo in crisi dalla pandemia, rallentando così il ciclo di produzione e le relazioni con i clienti.

Tra le tecnologie applicate in Cina troviamo, innanzitutto, il design del prodotto in 3D che ha permesso alle aziende di eliminare dal sistema di produzione i costosi prototipi fisici, risparmiando molto tempo nella loro realizzazione.

“Se il nostro sistema industriale continua ad essere messo in difficoltà dalla crisi economica globale”, ha spiegato Spender Fung, CEO della LI & Fung, “Il nostro interesse più importante diventa quello di creare la supply chain del futuro. La pandemia ha bloccato il nostro sistema produttivo, rendendo impossibile il procedimento tradizionale per la creazione di prototipi. Grazie ai modelli in 3D è possibile saltare numerosi passaggi, passando dalla progettazione direttamente alla produzione”.

Il secondo mercato in espansione in Cina è quello dell’analisi dei dati attraverso l’intelligenza artificiale, che viene ottimizzato dall’utilizzo di nuovi prodotti IoT in grado di sfruttarli concretamente: secondo un prospetto realizzato dalla Gartner, entro il 2025, l’AI sarà alla base di un business di oltre 5 miliardi di miliardi di dollari. 

La Orange Business Services ha sottolineato come le società cinesi dedicate alla logistica abbiano adottato algoritmi di intelligenza artificiale per migliorare la produttività e le performances. Già nel 2018 Alibaba Group aveva annunciato un enorme investimento per la costruzione di una nuova rete logistica intelligente. “Oggi l’industria può processare 10 milioni di pacchi al giorno”, ha spiegato il presidente di Alibaba Jack Ma “In futuro noi vogliamo arrivare ad un miliardo di pacchi al giorno. Ed è per questo che il sistema logistico deve prepararsi a questo con una nuova infrastruttura intelligente”.

Su questo fronte si sta muovendo un’altra società, la JD.COM, che sta puntando su quelle che ha denominato, le “tre frecce”: magazzini robotizzati, consegne con droni, e cloud computing.

Parallelamente a queste tecnologie, c’è un terzo mercato che sta prendendo piede in Cina, ed è quello riguardante la Realtà Virtuale.

Secondo le analisi del quotidiano South China Morning Post, il mercato VR potrebbe arrivare a toccare gli 8 miliardi di dollari già dal 2021. Questa tecnologia ha preso ulteriore piede a causa del lockdown provocato dall’epidemia di COVID-19.

Molto probabilmente questa crisi economica porterà alla bancarotta numerose società “tradizionali”, ma quelle che avranno investito nei nuovi campi dell’innovazione AI, IoT, VR e modellazione 3D, ne usciranno con un vantaggio competitivo.

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